La Universidad de Granada abrirá salas de estudio nocturnas durante el período de exámenes

El Vicerrectorado de Estudiantes de la Universidad de Granada comunica que, durante el período de exámenes del primer cuatrimestre y con el fin de facilitar el estudio en los Centros Universitarios, se pone a disposición de los estudiantes la relación de centros que habilitarán aulas para el estudio en horario nocturno:

– Biblioteca de Biosanitarias
Facultad de Derecho
Facultad de Ciencias
Facultad de Ciencias Políticas y Sociología
Escuela Arquitectura Técnica
Facultad de Ciencias del TrabajoA partir del 4 de Febrero

Estarán disponibles desde el 24 de enero al 26 de febrero, ambos inclusive
El horario de las mismas es de 8.00 a.m a 6.00 a.m del día siguiente

Referencia :
Para cualquir duda diríjase a C/severo Ochoa s/n. Servicio de Asistencia al Estudiante (Tf: 958-243137), al Punto de Información al Estudiante (PIE) de su centro o al Tf 958 2485 60 del Vicerrectorado de Estudiantes .


La Universidad de Granada presenta en Almería una obra de Ionesco

ANDALUCÍA
EDICIÓN IMPRESA – Andalucía
La Universidad de Granada presenta en Almería una obra de Ionesco
M. NAVARRETE/

ImprimirVotarEnviar

ALMERÍA. El Aula de Teatro de la Universidad de Granada presentó ayer en el Teatro Apolo de Almería «La lección», del dramaturgo rumano Eugene Ionesco, considerado como el máximo representante del «teatro del absurdo», dentro de la programación elaborada por el Vicerrectorado de Extensión Universitaria de esta capital.

La actuación del grupo artístico de la Universidad granadina, auspiciada por el Aula de Teatro de la UAL, había despertado una gran expectación entre los aficionados almeriense, tanto por su calidad interpretativa como por el interés de la obra, que es una de las más representativas del autor rumano. En «La lección», escrita entre 1950 y 1951, un profesor lunático trata de enseñar conceptos a una alumna con unos métodos rechazables, y todo ello «con un sentido del humor abrasivo e inquietante».

El Aula de Teatro de la Universidad de Granada creó este grupo estable en septiembre de 2001, con objeto de consolidar los esfuerzos llevados a cabo en materia de teatro universitario en la ciudad de la Alhambra, habida cuenta que el antiguo TEU marcó una importante época dentro del panorama de las artes escénicas y que desde su desaparición, esta actividad se había visto reducida a la presencia de grupos aislados de diferente trayectoria y éxito. En el montaje de esta obra ha colaborado también la Concejalía de Cultura de Almería.

Descargar


Científicos españoles estudiarán los restos de Colón en Santo Domingo

IDENTIFICACIÓN

Científicos españoles estudiarán los restos de Colón en Santo Domingo
efe | granada

El equipo de científicos de la Universidad de Granada encargado de investigar los restos atribuidos a Cristóbal Colón ha recibido la autorización del Gobierno de República Dominicana para estudiar en el país caribeño los restos del descubridor, que se supone descansan en Santo Domingo.

El director del Laboratorio de Identificación Genética de la Universidad de Granada (UGR) y director de los trabajos de identificación de los restos hallados en la Catedral de Sevilla y atribuidos a Cristóbal Colón, José Antonio Lorente, confirmó que ha recibido la autorización de las autoridades dominicanas para exhumar los restos de la tumba donde se cree que descansa el Almirante en el Faro a Colón, en Santo Domingo. El viaje está previsto para los días 14 y 15 de febrero próximos y durante su estancia en Santo Domingo, los científicos granadinos extraerán los huesos atribuidos al descubridor que se conservan en el Faro a Colón para valorar su estado y depositarlos posteriormente en otra urna aislante construida con elementos disecantes.

Con ello, el equipo de científicos busca frenar el deterioro que, al parecer, sufren estos restos, por la alta temperatura a la que están sometidos.

El estudio de los restos atribuidos al descubridor en República Dominicana vendría a completar el análisis de los huesos atribuidos a Cristóbal Colón en la catedral de Sevilla.

Descargar


Chi custodisce il corpo di Cristoforo Colombo?

Chi custodisce il corpo di Cristoforo Colombo?

Unequipe di scienziati dellUniversità di Granada effettuerà analisi del DNA sulle ossa del navigatore, custodite a Santo Domingo, per stabilire se le sue spoglie giacciono nellisola delle Antille o nella Cattedrale di Siviglia

Granada – Le ossa appartenute, presumibilmente, a Cristoforo Colombo, custodite a Santo Domingo, verranno riesumate nei prossimi mesi da unequipe di scienziati dellUniversità di Granada . Verranno sottoposte allanalisi del DNA: lo scopo è quello di stabilire se queste ultime, e non quelle conservate nella Cattedrale di Siviglia appartengano al grande navigatore.

Lo studio delle ossa riesumate a Santo Domingo verrà affidato agli stessi scienziati del Laboratorio de Identificaciòn Genètica della Facoltà di Medicina dellUniversità di Granada che, nel giugno del 2003, hanno iniziato a lavorare sui reperti rinvenuti a Siviglia, avviando uno studio che ha condotto a risultati interessanti. Sebbene ancora parziali, i dati raccolti non escluderebbero, infatti, la possibilità che i resti reperiti sotto la Cattedrale andalusa siano appartenuti a Colombo.

Lo studio è ancora in fase di svolgimento – spiega Josè Antonio Lorente, Docente di medicina legale e direttore del gruppo di ricerca – poiché abbiamo iniziato le analisi sul DNA solo lo scorso anno. Abbiamo lavorato sulle ossa custodite nella Cattedrale di Siviglia e che si pensa possano essere appartenute a Cristoforo Colombo ed a suo figlio Hernando comparandole a quelle appartenute a Diego, il fratello del navigatore .

Lo studio dei resti rinvenuti a Santo Domingo rappresenta, dunque, la seconda parte dello studio. Una prospettiva apertasi negli ultimi mesi con lottenimento della autorizzazioni da parte della nuova amministrazione locale.
Il 14 febbraio gli scienziati spagnoli si recheranno sul posto per rendersi conto dello stato di conservazione dei reperti e per valutare, insieme alle autorità del luogo, come procedere nellottica di far coincidere le esigenze dello studio con quelle della preservazione di materiale tanto delicato.

Ma a quali risultati ha condotto, fino a questo momento, il lavoro sui resti custoditi a Siviglia? Attraverso le comparazioni tra i frammenti ossei di Cristoforo e Diego Colombo, abbiamo ottenuto dei dati parziali, che rappresentano circa il 40 per cento delle informazioni che potranno essere a nostra disposizione alla fine delle analisi. Fino adesso, possiamo dire che il codice tra i due reperti scheletrici è identico. Si tratta di un risultato ancora preliminare che, tuttavia, sembrerebbe avvalorare lipotesi secondo la quale le spoglie custodite a Siviglia possano essere appartenute a Cristoforo Colombo .

E, però, interessante rimarcare come a Siviglia si trovino solo alcune ossa, non uno scheletro completo. Questo significa – sottolinea lo scienziato – che anche qualora le ossa presenti in Spagna siano effettivamente di Colombo, ciò non esclude che altri resti del navigatore possano essere custoditi altrove, come, ad esempio, proprio a Santo Domingo .

Le analisi del DNA su reperti ossei così antichi richiedono tempistiche molto lunghe. Due sono i principali problemi che ci troviamo a dover affrontare. In primo luogo i reperti ossei sono, oltre che usurati dal tempo, in parte compromessi da un gran numero di spostamenti che verosimilmente sono stati effettuati tra la Spagna e le Antille. Quindi cè il problema di avere a disposizione solo piccoli frammenti ossei. Quando un tessuto di DNA viene utilizzato per analisi da laboratorio, lo stesso non può più essere impiegato per un secondo trattamento, ma diventa, ai fini della ricerca, del tutto inservibile. Nei termini del nostro lavoro ciò significa che ogni singola decisione sul modo di operare sui tessuti deve essere ponderata con grande cura ripercuotendosi, così, sui tempi della ricerca.

Cè, tuttavia, un traguardo che le equipe di ricercatori impegnati nel progetto intende centrare. Il 28 maggio del 2006 ricorrerà il cinquecentesimo anniversario della morte di Cristoforo Colombo e noi, per quella data, vorremmo presentare dei risultati che siano esaustivi .

Una volta stabilito quale siano gli autentici resti di Cristoforo Colombo, si potrà, quindi, procedere a studi di tipo antropologico per stabilire quali fossero le origini nazionali del navigatore salpato da Porto Palos alla volta delle Americhe.

Secondo una corrente di studi, infatti, Colombo non sarebbe nato a Genova come riportato da tutti i manuali di Storia, ma i suoi natali andrebbero cercati in quello stesso Regno di Spagna che finanziò i suoi viaggi. Anche per questo motivo le analisi sui resti di Colombo vengono condotte, oltre che in Spagna, anche in Italia, presso lUniversità romana di Tor Vergata, in Germania e negli Stati Uniti. Questa procedura è stata adottata – chiarisce infatti Lorente – per evitare che un singolo laboratorio possa, conducendo da solo tutto il lavoro, manipolare i risultati della ricerca.

Quanto alle possibili dispute circa le origini nazionali del navigatore il lavoro condotto dalle diverse equipe di ricerca, ci tiene a precisare il responsabile del Laboratorio de Identificacìon Genètica di Granada, il lavoro condotto dai diversi laboratori mira innanzitutto a stabilire dove siano sepolti i resti di Colombo. Solo in un secondo tempo, quando e se si riuscirà a stabilire quali siano gli autentici resti di Colombo, si potrà pensare di poter stabilire quali fossero le sue reali origini.

Origini che per Luca Codignola, direttore del Centro di Ricerca in Studi Canadesi e Colombiani dellUniversità di Genova, non possono in alcun modo essere messe in dubbio. Quanto al luogo in cui possano trovarsi oggi i resti di Colombo – dichiara Codignola – non sono in grado di fare congetture, ma sul fatto che Colombo sia nato a Genova non credo si possano più avanzare dubbi. La diatriba accademica si è di fatto chiusa una trentina di anni fa con gli studi condotti da Paolo Emilio Taviani e Gabriella Airaldi, i quali hanno raccolto documenti che non lasciano più spazio ad alcun dubbio .

News ITALIA PRESS

Descargar


Científicos podrían exhumar los restos de Cristóbal Colón

Martes 18 de enero de 2005 | Actualizado 11:46 hs (hace 2 días)
Noticias | Ciencia/Salud | Nota
Científicos podrían exhumar los restos de Cristóbal Colón
Un equipo de investigadores españoles recibió la autorización del gobierno de República Dominicana para estudiar en ese país los huesos del navegante

GRANADA, España.- El equipo de científicos españoles encargado de investigar los restos atribuidos a Cristóbal Colón recibió la autorización del gobierno de República Dominicana para estudiar en el país caribeño los restos del navegante que se supone descansan en Santo Domingo.

José Antonio Lorente, director del Laboratorio de Identificación Genética de la Universidad de Granada (UGR) y encargado de los trabajos de identificación de los restos hallados en la catedral de Sevilla atribuidos a Cristóbal Colón, precisó que recibió la autorización de las autoridades dominicanas para exhumar los restos de la tumba donde se cree está enterrado el almirante, en el Faro a Colón, en Santo Domingo.

Está previsto que los científicos españoles se trasladen al país caribeño los días 14 y 15 de febrero para extraer los huesos supuestamente de Colón con el fin de valorar su estado y depositarlos posteriormente en una urna aislante.

Con ello, el equipo de científicos busca frenar el deterioro que, al parecer, sufren estos restos, por la alta temperatura a la que están sometidos.

El análisis de los huesos y su posterior conservación en un recipiente más adecuado constituye una primera fase de la investigación, explicó Lorente, quien añadió que los científicos tienen previsto un segundo viaje para analizar el ADN de estos restos que confirme definitivamente su verdadera naturaleza.

El estudio de los restos atribuidos al navegante depositados en República Dominicana vendría a completar el análisis de los huesos atribuidos a Colón hallados en la catedral de la ciudad española de Sevilla.

Las conclusiones de este estudio, presentadas el pasado 1 de octubre, no descartaron que los restos del célebre almirante descansen en Sevilla.

No obstante, los científicos granadinos esperan que la investigación de los restos dominicanos contribuya a resolver definitivamente el enigma sobre dónde fue enterrado el navegante.

Los investigadores aprovecharán su estancia en República Dominicana para reunirse con distintas autoridades de ese país.

Tanto Lorente como el historiador Marcial Castro dictarán además conferencias con el objetivo de explicar los detalles de este proyecto de investigación.

En este sentido, el forense subrayó que aunque se trata de un proyecto liderado por la Universidad de Granada, ésta es una investigación abierta, a la que invitamos a participar a todos aquellos científicos dominicanos que lo deseen.

Fuente: EFE

Link corto: http://www.lanacion.com.ar/672169

Noticias | Ciencia/Salud | Nota
Imprimir Enviar por e-mail Agregar a mi carpeta
Ranking de notas de Ciencia/Salud1Avance en el diagnóstico de los infartos cerebrales 2Matemáticamente incorrecto 3Los masajes reducen la presión arterial 4Circuncisión: disminuye el contagio del HIV 5Proponen limitar el consumo diario de bebidas dietéticas Ranking de todas las notas 100:30 | Deportiva | Por la buena senda 209:23 | Exterior | El edificio más alto del planeta abrió al público 319:15 | Información general | Cayó granizo en la Ciudad 418:39 | Información general | Demandaron a Ibarra por la tragedia de Once 515:11 | Deportiva | Renace una vieja polémica
Descargar


¿El final de un largo viaje?

¿El final de un largo viaje?
La República Dominicana da luz verde a la investigación de los «otros» restos de Colón

EFE-GRANADA
El equipo de científicos de la Universidad de Granada encargado de investigar los restos atribuidos a Cristóbal Colón ha recibido la autorización del Gobierno de la República Dominicana para estudiar en el país caribeño los restos que descansan en Santo Domingo.

El director del Laboratorio de Identificación Genética de la Universidad de Granada (UGR) y director de los trabajos de identificación de los restos hallados en la Catedral de Sevilla y atribuidos a Cristóbal Colón, José Antonio Lorente, confirmó que ha recibido la autorización de las autoridades dominicanas para exhumar los restos de la tumba donde se cree que descansa el Almirante en el Faro a Colón, en Santo Domingo.

El viaje está previsto para los días 14 y 15 de febrero próximos y durante su estancia en Santo Domingo, los científicos granadinos extraerán los huesos atribuidos al descubridor que se conservan en el Faro a Colón para valorar su estado y depositarlos posteriormente en otra urna aislante construida con elementos disecantes.

Con ello, el equipo de científicos busca frenar el deterioro que, al parecer, sufren estos restos, por la alta temperatura a la que están sometidos. Los científicos granadinos esperan que la investigación de los restos dominicanos contribuya a resolver definitivamente el enigma sobre dónde fue enterrado Cristóbal Colón, cuyos restos no se descarta que sean los que fueron estudiados en Sevilla.

Descargar


Opinión sobre un artículo de opinión

CARTAS
Opinión sobre un artículo de opinión
Armando Segura,/catedrático de la Universidad de Granada.
Imprimir Enviar

Sr. Director de IDEAL: En el periódico del día 18 figura un artículo firmado por Francisco López Casimiro.

Por su lectura, deduzco que el Señor Moreno Monzón, al que se refiere el articulista, es un señor difunto, o sea que no puede defenderse. Dado que las acusaciones del articulista sobre la vida privada del Sr. Moreno ni se demuestran ni deben serlo, dicho escrito pertenece al género de lo que, en tiempos, se denominaba libelo. Como el Sr Moreno Monzón, no está en condiciones de replicar y el articulista lo sabe, la estrategia de su discurso, sólo se explica en función del efecto en instituciones y personas que pueden sentirse aludidas y más bien desprestigiadas. Por otra parte, no se demuestra nada en el artículo -ni habría por qué- de modo que las personas y las instituciones aludidas (indirecta y velada, aunque evidentemente) tampoco van a defenderse de lo que, por otra parte, no tienen por qué. Si se defendieran, se acusarían. La evidencia está ahí: alguien golpea y alguien es golpeado, y ambas partes están en pleno uso de sus facultades físicas y mentales. De todo ello quiero dejar constancia para público conocimiento (y consternación). Muy agradecido:
Descargar


La Universidad de Granada estudiará los supuestos restos de Colón en Santo Domingo

Recargar
Volver ANTROPOLOGÍA
La Universidad de Granada estudiará los supuestos restos de Colón en Santo Domingo

EFE. GRANADA

El equipo de científicos de la Universidad de Granada encargado de investigar los restos atribuidos a Cristóbal Colón ha recibido la autorización del Gobierno de República Dominicana para estudiar en el país caribeño los restos del descubridor que se supone descansan en Santo Domingo. Así lo confirmó ayer el director del Laboratorio de Identificación Genética de la Universidad de Granada (UGR) y director de los trabajos de identificación de los restos hallados en la Catedral de Sevilla y atribuidos a Cristóbal Colón, José Antonio Lorente. El viaje está previsto para los días 14 y 15 de febrero próximos y durante su estancia, los científicos granadinos extraerán los huesos atribuidos al descubridor que se conservan allí.

Descargar


Científicos españoles estudiarán los restos de Colón en Santo Domingo

Científicos españoles estudiarán los restos de Colón en Santo Domingo
efe | granada

El equipo de científicos de la Universidad de Granada encargado de investigar los restos atribuidos a Cristóbal Colón ha recibido la autorización del Gobierno de República Dominicana para estudiar en el país caribeño los restos del descubridor, que se supone descansan en Santo Domingo.

El director del Laboratorio de Identificación Genética de la Universidad de Granada (UGR) y director de los trabajos de identificación de los restos hallados en la Catedral de Sevilla y atribuidos a Cristóbal Colón, José Antonio Lorente, confirmó que ha recibido la autorización de las autoridades dominicanas para exhumar los restos de la tumba donde se cree que descansa el Almirante en el Faro a Colón, en Santo Domingo. El viaje está previsto para los días 14 y 15 de febrero próximos y durante su estancia en Santo Domingo, los científicos granadinos extraerán los huesos atribuidos al descubridor que se conservan en el Faro a Colón para valorar su estado y depositarlos posteriormente en otra urna aislante construida con elementos disecantes.

Con ello, el equipo de científicos busca frenar el deterioro que, al parecer, sufren estos restos, por la alta temperatura a la que están sometidos.

El estudio de los restos atribuidos al descubridor en República Dominicana vendría a completar el análisis de los huesos atribuidos a Cristóbal Colón en la catedral de Sevilla.
Descargar


What could be Columbus’ remains examined

What could be Columbus remains examined
By UNITED PRESS INTERNATIONAL

Published January 18, 2005

GRANADA, Spain — A Spanish researcher has received permission to examine remains buried in the Dominican Republic to determine if they are Christopher Columbus.

The remains are buried in a monument to the Admiral of the Ocean Sea, which the Dominican government says contain the true remains of the explorer, the Spanish news agency EFE reports.

Jose Antonio Lorente, the head of the University of Granadas Genetic Identification Lab, said he has been invited to take part in the removal of the bones from a crypt in the Columbus Lighthouse in Santo Domingo.

Lorente said his first visit will entail a visual examination of the remains, and if sufficient genetic material still exists to carry out DNA analysis, that would be done later.

In his will, Columbus wanted to be buried in the Dominican Republic, and eventually he was, but later his remains were to have been transferred to Spain. In 1877 workers at the Cathedral of Santo Domingo discovered a lead box believed to contain Columbus bones.

Descargar


La República Dominicana autoriza el estudio de los restos de Colón

La República Dominicana autoriza el estudio de los restos de Colón

Un equipo de científicos de la Universidad de Granada se desplazará a Santo Domingo en febrero para analizar el ADN de los huesos

La confusión entre Sevilla y Santo Domingo

EFE / REDACCIÓN
@ Envíe esta noticia a un amigo

granada/ sevilla. El equipo de científicos de la Universidad de Granada encargado de investigar los restos atribuidos a Cristóbal Colón ha recibido la autorización del Gobierno de la República Dominicana para estudiar en el país centroamericano los restos del descubridor que se supone descansan en Santo Domingo.
El director del Laboratorio de Identificación Genética de la Universidad de Granada y director de los trabajos de identificación de los restos hallados en la Catedral de Sevilla y atribuidos a Cristóbal Colón, José Antonio Lorente, confirmó que ha recibido la autorización de las autoridades dominicanas para exhumar los restos de la tumba donde se cree que descansa el Almirante en el Faro de Colón, en Santo Domingo.

El viaje está previsto para los días 14 y 15 de febrero próximos y durante su estancia en Santo Domingo, los científicos granadinos extraerán los huesos atribuidos al descubridor que se conservan enterrados en el Faro de Colón para valorar su estado y depositarlos posteriormente en otra urna aislante construida con elementos disecantes.

Con ello, el equipo de científicos busca frenar el deterioro que, al parecer, sufren estos restos, por la alta temperatura a la que están sometidos.

El análisis del estado de los huesos y su posterior conservación en una urna más adecuada constituye una primera fase de la investigación de los restos dominicanos, explicó Lorente, quien añadió que los científicos tienen previsto un segundo viaje al país caribeño para analizar el ADN de estos restos, con lo que se pretende confirmar definitivamente su verdadera naturaleza.

El estudio de los restos atribuidos al descubridor en la República Dominicana vendría a completar el análisis de los huesos atribuidos a Colón, depositados en un túmulo de la catedral de Sevilla. Las conclusiones de este estudio, presentadas el pasado 1 de octubre, no descartaron que los restos del célebre navegante descansen en Sevilla.

No obstante, los científicos granadinos esperan que la investigación de los restos dominicanos contribuya a resolver definitivamente el enigma sobre dónde fue enterrado Cristóbal Colón.

Los investigadores aprovecharán su estancia en República Dominicana para reunirse con autoridades gubernamentales y del Faro a Colón, representantes de las academias dominicanas de las ciencias y la historia y el cardenal de Santo Domingo y primado de las Américas, Nicolás de Jesús López Rodríguez, para exponerles los términos de la investigación y acordar el próximo viaje de los científicos que Lorente previó no se producirá mucho después de éste.

Asimismo, alguno de ellos, como Lorente y el historiador Marcial Castro, dictará conferencias con el objetivo de explicar todos los detalles de este proyecto de investigación.

Descargar


Graböffnung soll Columbus-Rätsel lösen

STREIT UM KNOCHEN

Graböffnung soll Columbus-Rätsel lösen

Christoph Columbus ist einer der berühmtesten Entdecker aller Zeiten. Doch noch immer ist offen, wo der große Seefahrer wirklich begraben liegt. Nun darf seine angeblich letzte Ruhestätte in der Dominikanischen Republik geöffnet werden.

DPA
Christoph Columbus (zeitgenössische Darstellung): Wo liegen seine Knochen?
So mancher Tourist stand schon am Grab von Christoph Columbus – entweder im spanischen Sevilla oder in Santo Domingo in der Dominikanischen Republik. Denn in beiden Städten gibt es prachtvolle Kathedralen, in denen angeblich die wirklich echten Knochen des Entdeckers ruhen sollen. Aber es kann natürlich nur einen Columbus geben, und ob der in der Karibik oder in Südspanien sein letztes von vielen Gräbern fand, soll nun die Genetik klären.

Der spanische Historiker Marcial Castro bemüht sich bereits seit Jahren, die wahren Überreste des 1506 gestorbenen Seefahrers zu finden. Im Sommer 2003 erlangte Castro von der spanischen Regierung die Erlaubnis, das Grabmal in der Kathedrale von Sevilla zu öffnen. Dort nahm er eine Knochenprobe. Auch aus den ebenfalls in Sevilla gelegenen Gräber von Columbus Bruder Diego und seinem Sohn Hernando wurden Knochensplitter entnommen. Bei diesen Verwandten besteht kein Zweifel an der Echtheit der Leichen.

Gentests an der Universität von Granada sollten verraten, ob die angeblichen Columbus-Knochen zu den Verwandten-Knochen passen. Doch die DNS hatte sich in den vergangenen Jahrhunderten schon sehr zersetzt, so dass keine endgültigen Aussagen möglich waren.

Interaktive Grafik: Die Reisen des Columbus

Nun erhielt Castro die Erlaubnis der Regierung der Dominikanischen Republik, auch das Grab in Santo Domingo zu öffnen. Das soll am 14. Februar geschehen. Erst einmal ist es Castro und einem Genetiker nur erlaubt, einen Blick auf die dort liegenden Knochen zu werfen. Wenn ein Genetiker die Knochen nur sieht, kann er schon die Wahrscheinlichkeit abschätzen, ob darin brauchbare DNS zu finden ist, so Castro. Er hofft, dass die karibischen Behörden ihm bei einem positiven Befund die Entnahme einer Probe erlauben.

AP
Columbus-Knochen: In Sevilla wurden Proben aus den Gräbern von Christoph und seinem Bruder Diego Columbus entnommen
Grund für die seit über 100 Jahren brodelnden Streitigkeiten ist die Tatsache, dass Columbus als Toter beinahe mehr unterwegs war als zu Lebzeiten. Er starb am 20. Mai 1506 im spanischen Valladolid und wurde dort auch beerdigt, obwohl er sich ein Grab in den von ihm entdeckten Kolonien gewünscht hatte. 1509 wurden seine Gebeine in ein Kloster bei Sevilla umgebettet. 1537 dann sorgte eine seiner Schwiegertöchter dafür, dass Columbus letzter Wunsch in Erfüllung ging: Sie schickte seine Knochen nach Santo Domingo und ließ sie in der Kathedrale bestatten. Hier blieben sie bis 1795.

In diesem Jahr fiel die Stadt in französische Hände. Beim Rückzug nahmen die Spanier die Gebeine mit nach Kuba. Als dann 1898 der spanisch-amerikanische Krieg ausbrach, brachten die Spanier die Überreste des Columbus wieder nach Sevilla und bestatteten sie dort in der Kathedrale. Allerdings hatten schon 1877 Arbeiter in der Kathedrale von Santo Domingo eine Kiste gefunden, die laut Inschrift die Knochen von Columbus enthielt. Damit brach der Streit um die Echtheit aus.

Marcial Castro glaubt, dass die Knochen in Santo Domingo echt sind. Dann hätten die Spanier 1795 die falsche Leiche mitgenommen. Dafür spreche nicht nur die Inschrift der Kiste, sondern auch der Zustand der Knochen. 1877 sei festgestellt worden, dass die Knochen von einem Mann stammten, der an Arthritis litt, was zur Krankengeschichte des Columbus passen würde. Das Ergebnis eines Gentests – sollte er genehmigt werden – wird aber erst in mehreren Monaten vorliegen.
Descargar